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	<title>Per Bomporto Solidarietà e Progresso</title>
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		<title>Per Bomporto Solidarietà e Progresso</title>
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		<title>Piano piano i nodi vengono al pettine: i sindaci &#8220;sceriffi&#8221; ve li ricordate?</title>
		<link>http://borghisindaco.wordpress.com/2011/06/10/piano-piano-i-nodi-vengono-al-pettine-i-sindaci-sceriffi-ve-li-ricordate/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 14:08:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Per Bomporto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai e&#8217; notizia di qualche mese fa ovviamente passata senza darne troppo risalto. Vi ricordate il tema della legge sulla sicurezza che la Lega Nord e il PDL hanno sbandierato ai quattro venti, dicendo che quello strumento aumentava finalmente il potere dei sindaci nella repressione di situazioni di degrado sul territorio urbano? Si&#8217;? &#8230; Bene! [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=borghisindaco.wordpress.com&amp;blog=7619341&amp;post=352&amp;subd=borghisindaco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Ormai e&#8217; notizia di qualche mese fa ovviamente passata senza darne troppo risalto.</p>
<p style="text-align:justify;">Vi ricordate il tema della legge sulla sicurezza che la Lega Nord e il PDL hanno sbandierato ai quattro venti, dicendo che quello strumento aumentava finalmente il potere dei sindaci nella repressione di situazioni di degrado sul territorio urbano?</p>
<p style="text-align:justify;">Si&#8217;? &#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Bene!</p>
<p style="text-align:justify;">Circa uno o due mesi fa il comandante della Polizia Municipale mi ha comunicato che quasi sicuramente le ordinanze emesse dal sottoscritto sono illegittime come la maggiorparte di quelle emesse dai sindaci in Italia. Mi riferisco, nel nostro caso, alle ordinanze sul divieto di consumare bevande in bottiglie di vetro nei parchi (quante ne state trovando nei parchi dove giocano i vostri figli?), oppure quella di frequentazione dei parchi nelle ore notturne a causa dei diversi danni ai giochi (pensate alle condizioni, ad esempio, del parco Aquile Randagie).</p>
<p style="text-align:justify;">Per far capire quanto la propaganda di questa maggioranza abbia illuso non solo gli elettori della Lega Nord e di centro-destra, ma anche chi poi si trova ad amministrare il territorio e deve utilizzare gli strumenti che il governo gli mette a disposizione, vi riporto di seguito una nota del Senatore Giuliano Barbolini.</p>
<p style="text-align:justify;">Voi mi direte, ma lui e&#8217; di parte! Certo, ma la sua analisi parte da un punto oggettivo, da una situazione di fatto! Dobbiamo far conoscere a tutti come stanno le cose affinche&#8217; ciascuno ne tragga le dovute conseguenze.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">La Corte: disciplinare la sicurezza urbana con legge! &#8211; del Sen. Giuliano Barbolini.</p>
<p style="text-align:justify;">Questa settimana, dopo un lungo periodo di sospensione, ho avuto la sorpresa di ritrovare, all’o.d.g. della Commissione Affari Costituzionali, il testo unificato in materia di sicurezza urbana e riforma della Polizia locale.</p>
<p style="text-align:justify;">In effetti, le ripetute sentenze della Corte Costituzionale, che hanno dichiarato la parziale illegittimità dell’art.54 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL) e ridimensionato il tanto enfatizzato strumento delle ordinanze dei Sindaci, offrono davvero l’opportunità per una svolta sulla sicurezza urbana.</p>
<p style="text-align:justify;">In questo campo, come indicato dalla Corte, bisogna innanzitutto distinguere la condizione ordinaria dalle situazioni di urgenza, e contemporaneamente disciplinare il necessario coordinamento tra livello locale e livello nazionale, e tra poteri di pubblica sicurezza di competenza statale ed i poteri regionali di polizia amministrativa locale, che tutti entrano in relazione sul territorio, con le funzioni comunali e il ruolo dei Sindaci.</p>
<p style="text-align:justify;">Anche l’ordinamento della polizia locale (municipale e provinciale) deve essere adeguato al nuovo quadro sancito dall’art.118 della Costituzione, e puntualizzato dai provvedimenti della Corte Costituzionale.</p>
<p style="text-align:justify;">Dunque è necessaria una legge, anche il Ministro Marroni se ne dice ora convinto. Ma pensare di trasporre in legge la disposizione regolamentare sulle ordinanze dei Sindaci, incentrata sul solo art.54 del TUEL ( e cioè la funzione del Sindaco in qualità di Ufficiale di Governo), come dichiara di voler fare il Ministro, significa perseverare nell’errore e reiterare un pasticcio.</p>
<p style="text-align:justify;">Occorre una legge di coordinamento che affronti in modo unitario sia il tema del raccordo istituzionale in materia di sicurezza pubblica e polizia amministrativa locale, sia la riforma della Polizia locale.</p>
<p style="text-align:justify;">Guarda caso, proprio il ddl Barbolini-Saia, di cui più volte abbiamo parlato, se approvato, potrebbe colmare quel vuoto legislativo che ormai tre sentenze della Corte Costituzionale hanno censurato in modo inequivocabile.</p>
<p style="text-align:justify;">Sarà la volta buona? Ce ne sarebbero molti presupposti, ma sinceramente sono pessimista.</p>
<p style="text-align:justify;">Non solo per aver toccato con mano le resistenze di ambienti influenti, o le rigidità di atteggiamenti corporativi o visioni particolaristiche. Ma soprattutto perché emerge il nodo della diversa visione e approccio, anche culturale, sulle politiche della sicurezza.</p>
<p style="text-align:justify;">Le differenze, cioè, tra chi si cimenta con l’ambizione di governare la sicurezza e chi ha un atteggiamento che usa l’insicurezza per governare.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel primo caso c’è la sollecitazione di tutte le risorse potenzialmente mobilitabili, nello spirito del contrasto, ma anche della prevenzione e della riduzione del danno, attraverso un’idea di “sicurezza partecipata”.</p>
<p style="text-align:justify;">Nella seconda ipotesi si privilegiano politiche che puntano alla denuncia (demonizzazione?) dei fenomeni e al rigore dichiarato nel reprimerli, con l’obiettivo di “comunicare” che si sta facendo qualcosa, piuttosto che contrastare e incidere concretamente sui problemi reali.</p>
<p style="text-align:justify;">Da qui si comprende la difficoltà a far accettare al Governo (e soprattutto alla Lega) i due veri punti di novità della proposta di legge in discussione.</p>
<p style="text-align:justify;">Il primo è la cooperazione istituzionale. Pur sancita dal nuovo Titolo V della Costituzione e coerente con una visione federalista, la cooperazione istituzionale, da disciplinare formalmente tra Ministero degli Interni e Regioni, e tra Prefetti e Sindaci, è vissuta con diffidenza e non accettata in una logica di rapporto “tra pari”, pur nella distinzione delle competenze.</p>
<p style="text-align:justify;">Il secondo è quello di riconoscere il ruolo della Polizia locale nella evoluzione delle sue funzioni, come nei fatti quotidianamente lo si può riscontrare: di regolatore della vita sociale delle comunità.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma se vengono meno questi due punti, significa che non c’è più la legge di coordinamento, poichè ne viene meno il senso e l’utilità.</p>
<p style="text-align:justify;">Come si può evitare che questo accada? Forse facendo appello al nuovo clima culturale e politico che sembra stia aprendosi nel paese: occorre che la discussione parlamentare sia accompagnata e sostenuta da una forte capacità di mobilitazione, e da una grande domanda di innovazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Già nel 2007 ci fu una straordinaria fase di lavoro comune delle Istituzioni (Comuni, Province, Regioni) e dei Sindacati e Associazioni della Polizia locale che produsse una importante convergenza sui principi della legge, e perchè ne fosse avviata la discussione in Parlamento.</p>
<p style="text-align:justify;">Recuperare quella capacità di tensione e proposta potrebbe, nelle diverse condizioni politiche che il voto delle amministrative (e specialmente dei referendum) può determinare, sollecitare il Parlamento a prendersi i suoi spazi di autonomia rispetto a una politica del Governo troppo miope e conservativa.</p>
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		<title>ADSL a Sorbara: un risultato per il paese</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 14:07:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Per Bomporto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi ha portato l&#8217;ADSL a Sorbara? Il Movimento 5 stelle che da mesi sapeva la cosa! Le minoranze in consiglio comunale che hanno collaborato con la maggioranza per raccogliere le firme! Niente di tutto questo! La Telecom! Si&#8217; lei, perche&#8217; la decisione di portare l&#8217;ADSL era una decisione puramente commerciale dell&#8217;azienda. Il Movimento 5 stelle [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=borghisindaco.wordpress.com&amp;blog=7619341&amp;post=350&amp;subd=borghisindaco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
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<p style="text-align:justify;">Chi ha portato l&#8217;ADSL a Sorbara?</p>
<p style="text-align:justify;">Il Movimento 5 stelle che da mesi sapeva la cosa!</p>
<p style="text-align:justify;">Le minoranze in consiglio comunale che hanno collaborato con la maggioranza per raccogliere le firme!</p>
<p style="text-align:justify;">Niente di tutto questo!</p>
<p style="text-align:justify;">La Telecom! Si&#8217; lei, perche&#8217; la decisione di portare l&#8217;ADSL era una decisione puramente commerciale dell&#8217;azienda.</p>
<p style="text-align:justify;">Il Movimento 5 stelle aveva chiamato in regione piu&#8217; di un anno fa per sapere se le notizie che il sottoscritto aveva dato fossero reali e in questo modo stanare l&#8217;operato fasullo del sindaco&#8230; peccato che i tecnici della regione abbiano ribadito quanto detto dal sottoscritto&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; bene fare un po&#8217; di storia perche&#8217; tutto sia nero su bianco.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;obiettivo dell&#8217;ADSL a Sorbara credo fosse di quasi tutti i gruppi politici presenti in consiglio comunale, infatti il consiglio stesso approvo&#8217; congiuntamente un ordine del giorno per ribadire le difficolta&#8217; su Sorbara e Solara legate all&#8217;assenza dell&#8217;ADSL, impegnando Sindaco e Giunta a sollecitare Provincia e Regione per trovare una soluzione. Successivamente i gruppi politici presenti in consiglio comunale decisero assieme di fare una raccolta di firme in modo da sollecitare l&#8217;azienda Telecom a fornire l&#8217;ADSL sia a Sorbara che a Solara. Le firme furono circa mille e il sottoscritto con comunicato stampa e manifesti ringrazio&#8217; cittadini e forze politiche di maggioranza e opposizione per l&#8217;ottima collaborazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Da quel momento in poi il sindaco ha cercato di fare nient&#8217;altro che il suo dovere di sindaco, raggiungere l&#8217;obiettivo dell&#8217;ADSL a Sorbara e Solara, come ciascun amministratore avrebbe dovuto fare. Purtroppo risultato parzialmente raggiunto in quanto Solara non ha ancora l&#8217;ADSL.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma torniamo alla cronistoria.</p>
<p style="text-align:justify;">Dopo le firme il sottoscritto ha coinvolto il consigliere regionale del PD Palma Costi, la quale ha organizzato un incontro i regione presso Lepida per capire quali strategie mettere in campo per portare Telecom alla decisione finale. In quella riunione, nonostante il commerciale Telecom avesse informato me e anche qualcuno del Movimento 5 stelle che, con buona probabilita&#8217;, l&#8217;azienda entro l&#8217;estate avrebbe fornito il servizio su Sorbara, emerse che il tavolo tecnico regionale dove oltre alla Regione Emilia Romagna, siedono Lepida e Telecom, aveva escluso per il momento la fornitura da parte di Telecom del servizio per non aver inserito a bilancio l&#8217;investimento. Infatti trattasi di investimento solo di Telecom in quanto la parte pubblica, e cioe&#8217; la fibra ottica gia&#8217; arrivava alla cabina telefonica. La strategia fu quella allora di sollecitare Telecom coinvolgendo i dirigenti oltre che il commerciale in modo da dirottare verso l&#8217;obiettivo dell&#8217;ADSL a Sorbara anche la parte tecnica e soprattutto decisionale dell&#8217;azienda.</p>
<p style="text-align:justify;">Alcune settimane dopo il tavolo tecnico si riuni&#8217; proprio a Bomporto per parlare di Sorbara e Solara analizzando tutti gli aspetti tecnici oltre che quelli economici di entrambe le situazioni.</p>
<p style="text-align:justify;">In quell&#8217;occasione il decisore comunico&#8217; a tutti che l&#8217;azienda era disponibile a valutare la possibilita&#8217; di fornire entro il 2011 il servizio ADSL a Sorbara in quanto piu&#8217; conveniente da un punto di vista commerciale.</p>
<p style="text-align:justify;">Sempre in quell&#8217;occasione chiese al sottoscritto di aspettare una sua comunicazione in quanto il tutto non era ancora certo.</p>
<p style="text-align:justify;">Arriviamo a 3 mesi fa quando da Telecom, non il commerciale ma il responsabile, mi comunica che l&#8217;azienda aveva preso la decisione di fornire il servizio, ma allo stesso tempo mi chiedeva di non divulgare la notizia per ulteriori passaggi burocratici.</p>
<p style="text-align:justify;">Due mesi fa ri-contattai Telecom, sempre il responsabile, e mi disse di non avere ancora la risposta definitiva che poi arrivo&#8217; un mese dopo e cioe&#8217; due settimane fa quando con l&#8217;azienda si decise il comunicato stampa congiunto, che poi vi siete trovati sui giornali.</p>
<p style="text-align:justify;">Questa la cronistoria.</p>
<p style="text-align:justify;">Un lavoro di mediazione del sindaco, assolutamente dovuto, e soprattutto un risultato importante per il paese!</p>
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		<title>Proprietari e ospiti: politically incorrect</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 14:06:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Per Bomporto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avete appena cambiato casa, arredamento nuovo, tutto tirato a lucido&#8230; arriva da voi una persona, voi contenti della visita lo accogliete in casa per fargliela visitare e offrirgli un caffe&#8217;. Mentre state mostrando le varie stanze notate che l&#8217;ospite lascia in giro il suo fazzoletto sporco&#8230; andate in sala per prendere il caffe&#8217; e notate [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=borghisindaco.wordpress.com&amp;blog=7619341&amp;post=348&amp;subd=borghisindaco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
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<p style="text-align:justify;">Avete appena cambiato casa, arredamento nuovo, tutto tirato a lucido&#8230; arriva da voi una persona, voi contenti della visita lo accogliete in casa per fargliela visitare e offrirgli un caffe&#8217;. Mentre state mostrando le varie stanze notate che l&#8217;ospite lascia in giro il suo fazzoletto sporco&#8230; andate in sala per prendere il caffe&#8217; e notate che butta a terra zucchero e spezzetta il tovagliolo di carta lanciando piccole palline a 360 gradi sul vostro pavimento&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Avete appena acquistato una macchina nuova, la vostra nuova auto, magari quella dei sogni o quella che vi potevate permettere&#8230; andate a fare un giro e caricate un vostro amico per fargliela provare. E&#8217; una giornata calda e vi fermate a prendere una bibita da gustare nel confort del vostro nuovo climatizzatore super potente&#8230; mentre siete in giro notate che il passeggero, finita la sua bibita l&#8217;abbandona sul tappetino sporcandovi quello e il sedile&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Come minimo in entrambe le situazioni penserete che il vostro ospite e&#8217; un maleducato, uno sporcaccione, uno zozzone, etc.</p>
<p style="text-align:justify;">MA ALLORA PERCHE&#8217; LA STESSA INDIGNAZIONE NON LA METTIAMO QUANDO I BAMBINI, GLI ADULTI LASCIANO RIFIUTI A TERRA NEI NOSTRI PARCHI???</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; POSSIBILE CHE APPENA APERTO IL PARCO DIETRO AL SIGMA GIA&#8217; ERA POSSIBILE RITROVARE I RESTI DI QUESTA SOCIETA&#8217; INCIVILE???</p>
<p style="text-align:justify;">I parchi, le ciclabili, le piazze, i fossi, etc. sono nostri e allo stesso tempo ne siamo ospiti!</p>
<p style="text-align:justify;">Iniziamo a pretendere da noi stessi e dagli altri un maggior rispetto di queste cose!</p>
<p style="text-align:justify;">Lasciamo che l&#8217;incivilta&#8217; vada altrove, invitiamo e pretendiamo che i nostri ospiti si comportino in modo educato utilizzando i cestini, che i nostri figli e quelli degli altri non distruggano giochi, piante e cespugli.</p>
<p style="text-align:justify;">Evitiamo di lasciare gli escrementi del nostro cane in giro come segno della nostra presenza nel mondo!!!</p>
<p style="text-align:justify;">Anche in questo caso e&#8217; ora di dire BASTA!!! Allontaniamo l&#8217;incivilta&#8217; partendo da noi stessi!</p>
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		<title>Regione Emilia Romagna: Legge contro le infiltrazioni mafiose</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 14:05:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Per Bomporto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riporto di seguito le dichiarazioni del presidente del gruppo PD in regione Emilia Romagna, dopo l&#8217;approvazione della legge contro le infiltrazioni mafiose. Un altro passo importante per ragionare su un tema sempre piu&#8217; attuale per i nostri territori, da affrontare con determinazione e forza! «Con l’approvazione della legge contro le infiltrazioni del crimine organizzato l’Emilia-Romagna [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=borghisindaco.wordpress.com&amp;blog=7619341&amp;post=346&amp;subd=borghisindaco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p style="text-align:justify;">Riporto di seguito le dichiarazioni del presidente del gruppo PD in regione Emilia Romagna, dopo l&#8217;approvazione della legge contro le infiltrazioni mafiose.</p>
<p style="text-align:justify;">Un altro passo importante per ragionare su un tema sempre piu&#8217; attuale per i nostri territori, da affrontare con determinazione e forza!</p>
<p style="text-align:justify;">«Con l’approvazione della legge contro le infiltrazioni del crimine organizzato l’Emilia-Romagna dà una risposta concreta, importante e dal significato non solo simbolico a una delle emergenze che riguardano tutto il nord Italia, la cui economia e il cui sistema di coesione sociale, ci dicono le analisi degli organi dell’Antimafia, sono messi a repentaglio dal tentativo dei clan di insediarsi stabilmente e di inquinare il nostro mercato del lavoro e le nostre province – afferma <strong>Marco Monari</strong>, Presidente del Gruppo PD in Regione – Voglio ringraziare il presidente Simonetta Saliera, il relatore Antonio Mumolo e il personale degli uffici che hanno messo a punto un dispositivo che ci permetterà di prevenire il crimine su più livelli, dall’educazione alla legalità fino a provvedimenti di contrasto a usura e racket. Partendo dall’esigenza di mettere in rete le informazioni che amministrazioni, forze dell’ordine e altri soggetti hanno accumulato, abbiamo pensato all’attivazione di un Osservatorio Regionale che raccolga tutti i dati e il materiale disponibile, al fine di rendere più agevoli, ampi ed efficaci i controlli incrociati necessari al monitoraggio. Grazie allo snellimento delle procedure previsto dalla nuova legge i beni sequestrati saranno a disposizione della collettività in breve tempo. Occorre essere più che mai attenti in questo periodo: troppe imprese e troppe famiglie pagano a caro prezzo una crisi economica che si sta riverberando, ancora oggi, anche in Emilia-Romagna, e le lusinghe delle mafie che cercano di riciclare qui i proventi di affari illegali rappresentano un rischio concretissimo. Un rischio che, qualora si concretizzasse, distruggerebbe le dinamiche della libera impresa e della competizione leale fra operatori di mercato, consegnando intere fette della popolazione, imprenditori ma anche lavoratori, in mano a dinamiche criminali di sfruttamento e di sostanziale perdita dei diritti civili, con conseguenze gravissime, non ultima la corruzione del sistema della rappresentanza democratica, come vediamo dalle recenti inchieste svolte in regioni settentrionali vicine alla nostra» prosegue Monari.</p>
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		<title>Per la LEGALITA&#8217;: Sorbara 30 aprile 2011</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 14:03:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Per Bomporto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Autorità civili, forze dell’ordine, colleghi amministratori, relatori, rappresentati delle associazioni di categoria, sindacati e volontariato, cittadine e cittadini, la domanda che oggi ci poniamo, è “che cosa interessa a noi comuni dell’Emilia Romagna, del Nord, della mafia, dell’ndrangheta, della camorra?”. A questa domanda bisogna dare subito una risposta cruda: la mafia riguarda anche noi, è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=borghisindaco.wordpress.com&amp;blog=7619341&amp;post=344&amp;subd=borghisindaco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p style="text-align:justify;">Autorità civili, forze dell’ordine, colleghi amministratori, relatori, rappresentati delle associazioni di categoria, sindacati e volontariato, cittadine e cittadini,</p>
<p style="text-align:justify;">la domanda che oggi ci poniamo, è “che cosa interessa a noi comuni dell’Emilia Romagna, del Nord, della mafia, dell’ndrangheta, della camorra?”.</p>
<p style="text-align:justify;">A questa domanda bisogna dare subito una risposta cruda: la mafia riguarda anche noi, è un problema anche nostro. Nel Nord Italia, in Emilia Romagna, a Modena, anche qui a Bomporto sino a qualche tempo fa in effetti nessuno pensava di andare a parlare ai cittadini di mafia come di un tema che li potesse toccare da vicino, nessuno pensava di entrare nelle scuole a parlare di mafia, nessuno pensava di parlare di mafia addirittura all&#8217;interno delle famiglie, delle amministrazioni locali.</p>
<p style="text-align:justify;">            Carissimi, è arrivato il momento, ed è questo! In cui è necessario prendere coscienza e il silenzio deve lasciare spazio alla parola, l’indifferenza all’azione.</p>
<p style="text-align:justify;">Anche in queste terre dell’Emilia Romagna, del Nord, dove la lotta partigiana e il movimento di liberazione hanno portato alla libertà e alla democrazia, alla creazione di uno stato sociale e ad una ricchezza diffusa, eccellenti e riconosciute sia a livello nazionale che internazionale, un CANCRO sta cercando di colpire il sistema con astuzia e pianificazione! Un cancro che attraverso l’indifferenza, la negazione, la cecità ha prodotto metastasi in tutti gli ambiti della società, del mondo economico e produttivo, della pubblica amministrazione.</p>
<p style="text-align:justify;">E’ questo il momento in cui non è ancora troppo tardi per intervenire, per fare qualcosa: prendere coscienza, conoscere, denunciare, agire; quattro azioni che occorre iniziare a compiere sin da subito e con forza a tutti i livelli, dalle istituzioni alle associazioni di volontariato, dai sindaci ai cittadini.</p>
<p style="text-align:justify;">Prendere coscienza, perchè la mafia qui al Nord opera soprattutto nel silenzio e nell’indifferenza  programmando e pianificando ogni azione meticolosamente. Prendere coscienza perché non è evidente, non si manifesta con segni palesi e riconoscibili, ma è un mondo sommerso e nascosto, ben mimetizzato nella vita di tutti i giorni che però avvelena l’economia, la società e le istituzioni.</p>
<p style="text-align:justify;">Denunciare e agire per opporsi alle infiltrazioni nei nostri territori, dove la ricchezza, l’edilizia, le opere pubbliche diventano obiettivi importanti e appetibili per questi gruppi al fine di riciclare il denaro frutto delle loro azioni criminose.</p>
<p style="text-align:justify;">Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nell’ambito della giornata della legalità dello scorso 23 maggio 2009, affermava:</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">“il ricordo di Giovani Falcone e di Paolo Borsellino è dedicato anche, e in egual misura, all&#8217;altro versante fondamentale della lotta contro la mafia: quello della mobilitazione collettiva, del costante dispiegamento delle migliori energie della società civile, allo scopo di trasmettere e diffondere la memoria storica delle drammatiche e tragiche vicende vissute dall&#8217;Italia negli scorsi decenni, di alimentare la cultura della legalità, di affermare l&#8217;imperativo del resistere e reagire alle pressioni e intimidazioni della mafia… per sconfiggere la mafia e la criminalità conta la qualità della politica, il prestigio delle istituzioni democratiche, l&#8217;efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Conta la crescita della coscienza civica e della fiducia nello Stato di diritto.</p>
<p style="text-align:justify;">Anche nel perseguire questi obbiettivi, determinante può essere la sollecitazione, lo stimolo, la discesa in campo, un nuovo slancio di partecipazione democratica delle giovani generazioni…”</p>
<p style="text-align:justify;">È arrivato il momento, ed è questo! In cui denunciare che lo strumento del soggiorno obbligato nei nostri territori è stato e lo è ancora, un Cavallo di Troia usato per infiltrare le organizzazioni malavitose in tutto il paese e soprattutto in quella parte più ricca e operosa.</p>
<p style="text-align:justify;">Dobbiamo prima di tutto come istituzioni denunciare questa situazione, la presenza della mafia al Nord, non si tratta di fare la guerra a qualcuno ma di provare a dire BASTA! Di denunciare che il soggiorno obbligato, che doveva servire per isolare e rieducare/reinserire, non ha senso in una società dove le comunicazioni e le possibilità di interazione si muovono a velocità incontrollabili e sempre più innovative; non ha senso in luoghi dove la concentrazione di persone in un qualche modo collegate a quel mondo, grazie alla presenza di figure di spicco delle organizzazioni criminali può organizzarsi, trovare slancio, operare.</p>
<p style="text-align:justify;">Occorre conoscere e studiare il fenomeno della malavita organizzata che opera nel Nord del paese e questo ciclo di incontri in memoria del Sindaco Angelo Vassallo ha questo scopo, aiutare a comprendere, a leggere e conoscere un fenomeno che da anni fa parte, che lo si voglia o no, anche delle terre del Nord e che opera in modi nuovi e in continua trasformazione per raggiungere i propri scopi.</p>
<p style="text-align:justify;">Fare questa iniziativa qui a Sorbara, all’aperto, a fianco di una scuola, di un centro sportivo, di un quartiere residenziale vuole essere un segno forte dell’affermazione della legalità e della presenza delle istituzioni nella denuncia e nella lotta alla criminalità organizzata.</p>
<p style="text-align:justify;">Fare questa iniziativa qui oggi a Sorbara con relatori eccellenti e conoscitori del fenomeno delle infiltrazioni malavitose vuole essere l’accensione di una luce nuova, l’occasione di una risposta forte alle organizzazioni criminali che in questi decenni hanno cercato di infiltrarsi nei nostri territori.</p>
<p style="text-align:justify;">Fare questa iniziativa oggi qui a Sorbara alla presenza delle autorità civili e militari vuole rappresentare la vicinanza e la fermezza di uno Stato che c’è e non è più disponibile a scendere a compromessi.</p>
<p style="text-align:justify;">L’agire deve essere l’obiettivo finale di questo percorso che parte dalla consapevolezza, passando per la conoscenza e la denuncia. Azione che non deve limitarsi a semplici slogan ma a fatti concreti, ad azioni quotidiane che contribuiscano a creare quel muro capace di tenere fuori, lontana dalla nostra società, dalla nostra economia, dalle nostre istituzioni la malavita organizzata.</p>
<p style="text-align:justify;">E’ arrivato il momento, ed è questo! In cui deve nascere un nuovo PATTO fra istituzioni e cittadinanza che metta al centro del nostro operare quotidiano la LEGALITA’! Un patto che coinvolga chi amministra, le forze dell’ordine, il mondo produttivo, i lavoratori, la scuola, le associazioni di volontariato, la Chiesa, la cittadinanza.</p>
<p style="text-align:justify;">Un patto che veda fianco a fianco istituzioni, forze dell’ordine e società civile nella lotta alla criminalità organizzata e a qualunque pratica, abitudine, atteggiamento, anche nel quotidiano, che vadano in direzione contraria alla democrazia, alla libertà e alla giustizia.</p>
<p style="text-align:justify;">Un patto capace di consolidare i valori di onestà e rispetto in cui finora questo territorio si è sempre riconosciuto: rispetto delle regole, senso civico, servizio, impegno per tentare di assicurare soprattutto alle giovani generazioni un futuro in cui le persone abbiano ancora dei diritti, partendo da qui, oggi, a Sorbara per dilagare e contaminare il paese.</p>
<p style="text-align:justify;">Un nuovo PATTO basato sulla LEGALITA’ a cui tutti noi ci impegniamo ad aderire!</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Nel concludere per lasciare poi la parola agli intervenuti, lasciatemi prima esprimere solidarietà e</p>
<p style="text-align:justify;">appoggio a Davide Cerullo e a Don Paolo Boschini parroco della parrocchia della Beata Vergine Addolorata di Modena e alla sua comunità che la settimana scorsa sono stati oggetto di intimidazioni a stampo malavitoso.</p>
<p style="text-align:justify;">Saluto e do il benvenuto al presidente e vicepresidente dell’associazione nazionale Avviso Pubblico Giovanni di Martino (sindaco del comune di Niscemi) e Pier Paolo Romani, al commissario straordinario per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura Giancarlo Trevisone, al magistrato della Direzione nazionale antimafia Anna Canepa e al presidente della Provincia di Modena Emilia Sabattini.</p>
<p style="text-align:justify;">Un ringraziamento va poi a tutti gli sponsor che hanno permesso e contribuito alla realizzazione di questo percorso sulla legalità all’interno del Distretto di Castelfranco Emilia, e alle due associazioni partner dell’iniziativa Pace e Solidarietà e LIBERA.</p>
<p style="text-align:justify;">A tutti voi che avete deciso di partecipare a questo evento auguro una buona giornata e un buon ascolto. Grazie!</p>
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		<title>Dove stiamo andando?!</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 14:02:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Per Bomporto</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">&#8220;Via le BR dalle procure&#8221; &#8211; credo sia arrivato il momento di dire BASTA! e il basta va detto a chi fomenta questi manifesti, a chi per difendersi esercita tutto il suo potere per piegare su di se il futuro di questo paese! Questo paese ha bisogno di altro, di ricredere in se stesso, nelle sue potenzialita&#8217;, nello studio, nella fatica del lavoro e dell&#8217;impresa. C&#8217;e&#8217; bisogno di una nuova classe dirigente, da un parte e dall&#8217;altra, capace di guardare oltre e catalizzare tutto cio&#8217; che di positivo e forte c&#8217;e&#8217; nel nostro paese, nei nostri giovani, per lasciarsi alle spalle questa bruttissima pagina politica! Fuori dai confini di questo paese, che lo si dica o no, che lo si creda o no, che lo si voglia o no, ci deridono come burattini! Non se lo meritano i tanti italiani onesti nel lavoro, nell&#8217;impresa, nello studio, nella cultura, nello spettacolo, in tutto cio&#8217; che ha fatto grande il nostro paese. BASTA! Mi dispiace scriverlo qui, ma non ci interessa la vita sessuale del presidente! Ci vergogniamo di sentire persone autorevoli che difendono ancora quella telefonata in cui si sostiene che Ruby fosse la nipote di Mubarak! Si ammetta l&#8217;errore e si lavori concretamente per il rilancio di questo paese perche&#8217; domani potrebbe essere troppo tardi per i nostri figli.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/borghisindaco.wordpress.com/342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/borghisindaco.wordpress.com/342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/borghisindaco.wordpress.com/342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/borghisindaco.wordpress.com/342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/borghisindaco.wordpress.com/342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/borghisindaco.wordpress.com/342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/borghisindaco.wordpress.com/342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/borghisindaco.wordpress.com/342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/borghisindaco.wordpress.com/342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/borghisindaco.wordpress.com/342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/borghisindaco.wordpress.com/342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/borghisindaco.wordpress.com/342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/borghisindaco.wordpress.com/342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/borghisindaco.wordpress.com/342/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=borghisindaco.wordpress.com&amp;blog=7619341&amp;post=342&amp;subd=borghisindaco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Viva il tricolore, viva l&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 14:00:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Bomporto, 16 marzo 2011 Consiglieri, cittadini, il 17 marzo 1861, 150 anni fa, il parlamento subalpino proclamò Vittorio Emanuele II “Re d’Italia, per grazia di Dio e volontà della nazione”: «Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: Articolo unico: Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=borghisindaco.wordpress.com&amp;blog=7619341&amp;post=340&amp;subd=borghisindaco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p style="text-align:justify;">Bomporto, 16 marzo 2011</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Consiglieri, cittadini,</p>
<p style="text-align:justify;">il 17 marzo 1861, 150 anni fa, il parlamento subalpino proclamò Vittorio Emanuele II “Re d’Italia, per grazia di Dio e volontà della nazione”: «Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: Articolo unico: Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e i suoi Successori il titolo di Re d’Italia. Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Da Torino, addì 17 marzo 1861».</p>
<p style="text-align:justify;">In circa due anni, dalla primavera del 1859 alla primavera del 1861, nacque, da un ‘Italia divisa in sette Stati, il nuovo regno: un percorso che parte dalla vittoria militare degli eserciti franco-piemontesi nel 1859 e dal contemporaneo progressivo sfaldarsi dei vari Stati italiani che avevano legato la loro sorte alla presenza dell’Austria nella penisola e si conclude con la proclamazione di Vittorio Emanuele II re d’Italia.</p>
<p style="text-align:justify;">Il nuovo regno mantenne lo Statuto Albertino, la costituzione concessa da Carlo Alberto nel 1848 e che rimarrà ininterrottamente in vigore sino al 1946, ponendosi tra gli Stati più avanzati.</p>
<p style="text-align:justify;">Il nuovo Stato non aveva tradizioni politiche univoche (un centro nord con tradizioni comunali e signorili, e un mezzogiorno con tradizioni monarchiche), ma si basava su una nazione culturale di antiche origini, che costituiva un forte elemento unitario in tutto il paese, uno Stato che cinque secoli prima dell’unità aveva “una effettiva coscienza nazionale”, anche se priva di forma politica. Nel rapidissimo riconoscimento del regno da parte della Gran Bretagna e della Svizzera il 30 marzo 1861, seguito da quello degli Stati Uniti d’America il 13 aprile 1861, ci fu anche un disegno, ancora incerto, sul vantaggio che avrebbe tratto il continente europeo dalla presenza del nuovo regno. Cominciò infatti a diffondersi la convinzione che l’Italia unita avrebbe potuto costituire un elemento di stabilità per l’intero continente.</p>
<p style="text-align:justify;">L’idea d’Italia come nazione, quindi, si è formata nel corso dei secoli, assai prima della sua unificazione politica, essenzialmente per le sue istituzioni culturali. La lingua, l’arte, la letteratura, la civiltà italiana in genere, hanno fatto del nostro Paese un’espressione spirituale dotata di una sua individualità: Erasmo, per potersi accreditare presso le Accademie “d’Italia”, passò a Torino per prendersi un dottorato in teologia; Caterina de’ Medici, alla Corte di Francia, era “l’italiana”; i “grandi spiriti”, dal Rinascimento in poi, avevano la consapevolezza di compiere “viaggi in Italia” e non in questa o quell’altra sua regione, anche quando mancava l’unità politica.</p>
<p style="text-align:justify;">Questo atteggiamento era proprio di una élite politico-culturale e l’unificazione politica è stata per l’appunto la condizione per un’azione rivolta a fare dell’Italia una realtà di un popolo tutt’intero, e quindi una nazione in senso pieno, accanto agli altri popoli e alle altre nazioni europee. Come si siano “formati gli italiani”, dopo “avere fatta l’Italia” è una questione che ha a che vedere con le “istituzioni”: la scuola, la leva obbligatoria, l’informazione e la propaganda, perfino la guerra. Senza istituzioni unitarie, non sarebbe stato possibile.</p>
<p style="text-align:justify;">L’unità di un popolo è quindi fatta di istituzioni. Per usare un gioco di parole, non si può essere uniti senza un’istituzione comune. Le istituzioni sono “stabilizzazioni” di rapporti e tensioni sociali di tutti i generi immaginabili, nelle tre grandi funzioni che fanno vivere le società: la funzione politica, la funzione economica e la funzione culturale. In assenza di istituzioni, la vita degli individui e dei gruppi sarebbe esposta alla totale incertezza e imprevedibilità delle azioni reciproche, togliendo così gli elementi essenziali della vita sociale, che sono la fiducia e la sicurezza.</p>
<p style="text-align:justify;">Parlare dell’unità d’Italia significa dunque parlare delle sue istituzioni unitarie. E la lingua è certamente una delle caratterizzazioni sociali più importanti, e qui la scuola ha avuto un ruolo fondamentale nel processo di unificazione della nazione. Essa è veicolo culturale per eccellenza, perché, oltre a mantenere viva la testimonianza del passato (ad esempio attraverso la pronuncia e le caratteristiche inflessioni dialettali), si apre all’incontro con la modernità, con le forme culturali che la globalizzazione e l’immigrazione internazionale hanno portato in superficie. Si tratta dunque di conservare le nostre peculiarità linguistiche e culturali (non di difenderle, quasi fossimo in battaglia), mettendole a profitto con quelle che provengono da Paesi e tradizioni lontane, senza cadere nell’errore di coltivare un piccolo “orticello locale”, a pura vocazione folkloristica.</p>
<p style="text-align:justify;">«La cultura è il fulcro della nostra identità nazionale; identità che ha le sue radici nella formazione della lingua italiana e che, negli ultimi due secoli, si è sviluppata in una continuità di ideali e di valori dal Risorgimento alla Resistenza, alla Costituzione repubblicana». È questo un concetto di identità nazionale del tutto aderente alla vicenda storica che ha caratterizzato il processo unitario del Paese, nel quale l’identità culturale degli italiani ha prima contribuito a formarne l’identità nazionale ed è poi diventata un elemento costitutivo della loro unità istituzionale.</p>
<p style="text-align:justify;">Questa identità, rappresenta oggi il patrimonio unitario che alimenta in modo duraturo la coesione degli italiani, il valore che va posto al centro del messaggio che le celebrazioni sono chiamate a trasmettere, soprattutto alle nuove generazioni. All’interno di tale messaggio assumono significato gli elementi di pluralità e di diversità di cui l’Italia è ricca, da valorizzare in tutta la loro complessità.</p>
<p style="text-align:justify;">La Costituzione è frutto di aspirazioni e di ideali che affondano le radici nel Risorgimento ed i suoi principi fondamentali sono ormai radicati nella coscienza degli italiani, improntando di sé i rapporti economici e sociali; essi hanno contribuito alla modernizzazione dell’Italia in un quadro di libertà democratiche. Rappresenta pertanto un riferimento essenziale per capire il periodo più maturo della vita unitaria del Paese e per interpretare alla luce di esso anche l’esperienza del recente passato.</p>
<p style="text-align:justify;">Un posto rilevante assume l’attuazione dell’ordinamento regionale che, perfezionato nel tempo con modifiche di livello costituzionale fortemente innovative, rappresenta uno degli eventi che, nella seconda metà del secolo scorso, hanno maggiormente influito sugli assetti istituzionali del Paese.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel 2011 cade quindi un anniversario che riguarda non genericamente la storia d’Italia nei 150 anni trascorsi, ma specificamente l’unità d’Italia. Non si tratta di 150 anni di eventi che in un qualunque modo hanno riguardato l’Italia, ma dei 150 anni della sua unità. Lo spirito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’unità d’Italia deve essere animato «dall’unità della Patria, dalla libertà dei cittadini e dagli ideali che hanno ispirato le lotte degli uomini del Risorgimento».</p>
<p style="text-align:justify;">Questo il messaggio che ci viene dal Comitato dei Garanti che ha il compito di verificare e monitorare il programma delle iniziative legate alle celebrazioni dell’Unità Nazionale, presieduto dal Prof. Giuliano Amato e composto da personalità qualificate (tra cui Giovanni Allevi, Vittorio Bo, Roberto Bolle, Pietrangelo Buttafuoco, Piero Craveri, Ernesto Galli della Loggia, Andrea Giardina, Claudio Martelli, Alberto Melloni, Fiorenza Mursia, Marcello Veneziani), appartenenti a diversi ambiti del mondo della cultura, che garantiscono un orientamento politico e culturale pluralistico.</p>
<p style="text-align:justify;">Il logo del 150o anniversario dell’unità d’Italia (tre bandiere tricolore che sventolano a rappresentare, in un collegamento ideale tra generazioni, i giubilei del 1911, 1961 e 2011), ricorda il coraggio, il sogno, la gioia profondamente umana che accompagnò i fatti che portarono all’unità d’Italia. La bandiera tricolore è il simbolo di quell’idea, del coraggio, del sogno, della gioia dei giovani, del popolo del Risorgimento che hanno percorso tutto il Paese.</p>
<p style="text-align:justify;">Anche Bomporto fu percorsa da queste idee e non fu solo spettatrice degli eserciti che attraversavano il suo territorio in ogni direzione, andando o tornando da guerre, chiedendo il prezzo del loro sostentamento. “Giovani di magnanimi propositi” , “generosi patrioti” li chiama Giuseppe Muzzarelli nel suo Compendio della storia di Bomporto, dove narra come «alle 8 pomeridiane del 3 febbraio (1831) arrivarono in Bomporto 1n 100 armati&#8230;. cinti dalla fascia tricolore» e i nomi dei martiri di quei moti sono riuniti in una lapide commemorativa affissa sulla facciata di questo Municipio, posta «a ricordo dei generosi suoi figli che per la libertà della Patria offersero esilio, prigionia e morte: Muzzioli Giovanni, Veneroli dr. Ermenegildo, Montanari Giacinto, Ferraguti Luigi, Giliberti Giacomo, Gozzi Geminiano, Muzzioli Gioachino, Manzini Fedele (morto nei combattimenti del 1860)».</p>
<p style="text-align:justify;">Ancora Muzzarelli narra come Francesco V fosse arrabbiato di vedere tanti giovani dei suoi stati lasciare le desolate famiglie e correre negli stati subalpini ad arruolarsi sotto quella bandiera di libertà e come nel novembre 1859 ebbe luogo la prima leva della Guardia Nazionale, a cui presero parte non pochi bomportesi. Nella primavera del 1860, sindaco Bruini Domenico, insediatosi il 24 marzo, anche Bomporto entrò a fare parte del nuovo Stato, l’Italia unita.</p>
<p style="text-align:justify;">Da quel giorno ci separano 150 anni, e Bomporto, da centro agricolo commerciale lungo il fiume, è diventato un moderno centro dove agricoltura, industria e servizi sono oggi alla base dell’economia locale.</p>
<p style="text-align:justify;">Dalla coscienza e dall’orgoglio della nostra storia dobbiamo trarre l’energia per ritrovare slancio e fiducia in noi stessi. Conoscere il nostro passato per capire il presente e, così, riuscire a immaginare il futuro del nostro paese. È necessaria una riflessione diffusa e insieme approfondita sul significato dell’essere italiani oggi e una rivisitazione del nostro passato con la consapevolezza dei valori che lo hanno animato, rendendo possibile il conseguimento di impegnativi traguardi.</p>
<p style="text-align:justify;">Prima dell’Unità, il prodotto pro-capite della penisola era su minimi storici e sui più bassi livelli in Europa. Nei 150 anni unitari il valore di tale prodotto è aumentato di tredici volte (dieci volte al Sud), rispetto ad una crescita mondiale pari ad otto volte. L’accelerazione è stata massima in due periodi del Novecento: l’età giolittiana e gli anni Cinquanta, quelli del “miracolo economico”. La tendenza è proseguita dopo il 1961, allorché le celebrazioni per il Centenario vennero non a caso incentrate sull’economia. Dal 1961 il prodotto pro-capite si è moltiplicato quasi per quattro, sia al Centro-nord sia nel Mezzogiorno. Unita a un’alta propensione al risparmio, la crescita ha fatto sì che il patrimonio delle famiglie italiane sia oggi pari a 8-9 volte il loro reddito disponibile (il valore più alto fra le famiglie del G8). Lo sviluppo economico-sociale non è stato il frutto dell’impiego di materie prime strategiche (di cui l’Italia è priva), ma dell’unica risorsa della quale la penisola abbondava: il lavoro. Non a caso il lavoro è posto dalla Costituzione, nel suo primo articolo, a fondamento dell’Italia “Repubblica democratica”.</p>
<p style="text-align:justify;">Riflettere sui dati nazionali non significa certo voler trascurare la storia locale, bensì leggere i dati e le informazioni relative al Comune di Bomporto secondo la giusta prospettiva e con giudizi più opportuni. Senza tema di smentita, si può dire che anche Bomporto, come il contesto nazionale, ha conosciuto 150 anni intensi, che ne hanno accompagnato lo sviluppo industriale, commerciale ed agricolo, oltre che, in generale, l’accrescimento del benessere diffuso. Bomporto ha cambiato la propria fisionomia per rispondere tempestivamente e, in diverse circostanze, con largo anticipo alle domande poste dagli sviluppi dei contesti nazionali ed internazionali.</p>
<p style="text-align:justify;">La prima seduta del Consiglio comunale è datata 24 marzo 1860, ma è solo dal 1 aprile 1860 il Comune di Bomporto entra in funzione come Municipio autonomo, formato dal capoluogo Bomporto e la frazione Sorbara. Solo nel 1867 viene aggregata la frazione Solara. Il 9 aprile 1884 entra in funzione per la prima volta la linea ferroviaria Bomporto-Sorbara. Nel 1885 viene eretto il Municipio, progetto arch. Giuseppe Gallina, con sindaco Giuseppe Muzzioli e di pochi anni dopo (1892) è l’adozione del nuovo stemma comunale.</p>
<p style="text-align:justify;">Al 1912 risale la demolizione del passo natante a barche di nome Bacco, che univa le due sponde del fiume Panaro, anche se l’inaugurazione del nuovo (e attuale) ponte sul fiume è di due anni dopo, il 15 agosto 1914. Durante la Prima Guerra Mondiale, Bomporto si distingue per aver accolto e ristorato 12.000 soldati di ritorno dalla “rotta di Caporetto”. Agli anni ’20 del XX secolo risalgono alcune importanti eventi, come l’inaugurazione dell&#8217;illuminazione pubblica, l’organizzazione della prima rete telefonica a filo, la fondazione della “Cantina sociale cooperativa” di Sorbara, l’inaugurazione della fornace e, non da ultimo, la bonifica e colma del canale “Tornacanale”.</p>
<p style="text-align:justify;">Durante il periodo di regime fascista (risale al febbraio 1928 la nomina del Podestà di Bomporto), sono riportati negli annali la costruzione del nuovo ponte sul Naviglio, la messa in posa delle “Porte vinciane” in ferro al posto di quelle in legno e il ridisegno di piazza Grande, denominata per l’occasione “Piazza Roma”. L’Italia entra in guerra e per Bomporto hanno inizio gli anni più bui e duri della propria storia. Il 21 aprile 1945, grazie all’opera del Movimento di Liberazione e con l’arrivo dell’VIII armata americana, prende potere, con funzioni di Sindaco, prima don Giuseppe Boselli (fino al settembre 1945) e successivamente l&#8217;ing. Ferruccio Rasori. È datato 10 aprile 1946 l’insediamento del primo sindaco eletto con libere elezioni, Gozzi Dionino.</p>
<p style="text-align:justify;">Negli anni che hanno accompagnato l’uscita dell’Italia dalla Seconda Guerra Mondiale, l’Amministrazione di Bomporto si è preoccupata di ricostruire strade e scuole, di sfamare le tante famiglie colpite da lutti di guerra, di rimettere in moto la macchina dei servizi essenziali, di rinsaldare il proprio tessuto sociale e politico, lacerato al suo interno dopo il Ventennio fascista ed il conflitto mondiale.</p>
<p style="text-align:justify;">Quelli del dopoguerra sono dunque anni di ricostruzione, di rinnovamento e di ri-avviamento della “macchina produttiva”: dalla lavorazione del truciolo (tipica dei primi anni ’50) a quella della Fornace di Bomporto, dai primi insediamenti manifatturieri tessili alla ripresa della coltivazione agricola e dell’allevamento animale (come è testimoniato, ad esempio, dalla grande partecipazione al mercato bestiame presente all’interno della Fiera di San Martino negli anni della Ricostruzione).</p>
<p style="text-align:justify;">Tra la fine degli anni ’50 ed i primi anni ’60, grazie anche ai finanziamenti statali destinati alla riqualificazione dell’edilizia e dei servizi pubblici, vengono approvati i lavori per la costruzione delle nuove scuole elementari di Bomporto, per la sistemazione della Darsena, per la creazione della Piazza di Solara e per la costruzione del cosiddetto “Ponte Nuovo”. Con l’inizio degli anni ’60 prendono avvio numerosi interventi per migliorare la rete stradale ed i trasporti. Diventano familiari l’asfalto delle strade e le prime segnaletiche stradali (come nel caso di via Prati Livelli a Solara); al contempo vengono ridisegnate le arterie stradali principali e secondarie, che saranno oggetto di numerosi interventi successivi con l’aumento del traffico automobilistico e cosiddetto “pesante” dei decenni successivi.</p>
<p style="text-align:justify;">La ripresa economica che ha accompagnato gli anni ’60 e ’70 ha attraversato in modo significativo il territorio di Bomporto, arricchendolo di nuove importanti insediamenti (l’edilizia popolare a Solara e quella pubblica legata ai primi impianti sportivi, alla scuola elementare “Sorelle Luppi” di Solara e alla refezione scolastica a Bomporto) e di lavori di consolidamento e ripristino della rete fluviale, che si sono resi necessari dopo le alluvioni del 1966, del 1973 e del 1976. Ancora tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80 si segnalano altre importanti opere pubbliche: la creazione della Scuola Materna a Bomporto (1977), la costruzione della Scuola Media Intercomunale (1978), la ristrutturazione della sede comunale (1980) e, in omaggio ai tanti bomportesi che hanno sacrificato la propria vita per la liberazione dell’Italia dalla dittatura fascista, l’inaugurazione del Monumento Partigiano (1980).</p>
<p style="text-align:justify;">Durante la seconda metà degli anni ’80, anche a causa dell’aumento costante di cittadini residenti e della conseguente richiesta all’Amministrazione di servizi qualificati, vengono inaugurati altri edifici pubblici (Farmacia comunale di Sorbara, Galleria “San Martino” e Centro sportivo di Bomporto); ma è soprattutto durante gli anni ’90 che si concentrano gli interventi legati agli insediamenti produttivi (la creazione del polo industriale di Sorbara), ai servizi sportivi (gli impianti di Sorbara e Bomporto) e soprattutto alla viabilità (il nuovo ponte di Solara e la variante su Via Panaria).</p>
<p style="text-align:justify;">L’arrivo del nuovo Millennio ha coinciso con la progettazione e realizzazione di importanti servizi per la cittadinanza, come il nuovo asilo nido di Bomporto, la Piscina intercomunale, il Cinema-teatro, la sede unica per la biblioteca e la rete comunale delle piste ciclabili. A questi importanti interventi andrebbero aggiunti quelli realizzati negli anni a noi più prossimi, senza contare che a breve saremo chiamati ad approvare definitivamente tutte le norme contenute nel nuovo Piano Strutturale Comunale, con tutte le conseguenze urbanistiche e di pianificazione territoriale in esso contenuti.</p>
<p style="text-align:justify;">Si tratta di una parte del futuro che l’Amministrazione si sta impegnando a scrivere con la partecipazione e sentiti i suggerimenti di tutti, nella piena consapevolezza che la storia e lo sviluppo del nostro territorio, come dimostrato negli ultimi 150 anni della propria esistenza, non può e non deve arrestarsi. Solo così i molti sacrifici compiuti dai nostri predecessori e da quanti hanno speso il proprio tempo e le proprie energie per le future generazioni di bomportesi saranno pienamente ricompensati.</p>
<p style="text-align:justify;">Il nostro impegno dunque, nel ricordare quanto è stato compiuto per unificare l’Italia, è cercare nel tempo a venire di mettere a frutto la lezione fondamentale dei Padri della Patria, che hanno faticosamente cercato di unire e stringere sotto valori comuni il popolo italico. Abbracciare la bandiera, dunque, significa stringere a sé quel vincolo identitario che, oltre a renderci orgogliosamente italiani, illumina di vera luce i colori della nazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Viva il tricolore, viva l’Italia!</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Il Sindaco</p>
<p style="text-align:justify;">Alberto Borghi</p>
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		<title>E&#8217; stata una telefonata di cortesia</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 13:58:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Per Bomporto</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">&#8220;E&#8217; stata una telefonata di cortesia&#8221; (Giuliano Ferrara)</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Egli ha telefonato &#8211; sì, è vero &#8211; a un funzionario della questura. Lo ha fatto senza esercitare pressioni di sorta per chiedere un&#8217;informazione, nella convinzione, vera o sbagliata che fosse, che Karima El Mahroug fosse parente di un presidente di Stato. E lo sapete meglio di me, lo sapete meglio di me che la tutela dei rapporti internazionali passa anche attraverso telefonate come questa&#8221; (On. Paniz, PDL)</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Io, qualche volta, sono come tutti anche un peccatore&#8221; (On. Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio)</p>
<p style="text-align:justify;">Se volessimo fare i moralisti la mia generazione si dividerebbe in diversi atteggiamenti:</p>
<p style="text-align:justify;">1. indifferenza&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">2. &#8220;e&#8217; un vecchio porco&#8221;!</p>
<p style="text-align:justify;">3. fa bene! lui che puo&#8217;!</p>
<p style="text-align:justify;">Ma non credo sia opportuno inoltrarsi su questa strada, non servirebbe a nulla&#8230; ci sara&#8217; sempre qualcuno che prima o poi dira&#8217; &#8220;&#8230; bisogna contestualizzare&#8230;&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;">Al contrario credo che ci si debba soffermare su quella telefonata alla questura di Milano. Su questo non c&#8217;e&#8217; nulla da minimizzare, nulla da scherzare.</p>
<p style="text-align:justify;">Da un lato il Presidente del Consiglio si e&#8217; reso, lui stesso, ridicolo nel pronunciare quelle parole&#8230; mi verrebbe da dire &#8220;NON DA LUI&#8221;, non da un uomo che ha saputo e sa quando e&#8217; il momento giusto per dire e fare una cosa, un uomo che ha costruito sulla sua immagine un impero televisivo, un partito, una maggioranza di governo&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Dall&#8217;altro l&#8217;assurdita&#8217; dei contenuti e soprattutto le prese di posizione dei suoi che di fronte all&#8217;evidenza continuano a difendere e giustificare quel gesto.</p>
<p style="text-align:justify;">Basta questo per chiedergli di farsi da parte.</p>
<p style="text-align:justify;">Una persona come lui non puo&#8217; commettere un errore del genere, nemmeno in un momento di debolezza!</p>
<p style="text-align:justify;">Perche&#8217; e&#8217; arrivato a tanto? Chi e cosa rappresenta quella persona per arrivare a mettersi cosi&#8217; in ridicolo con quelle poche parole? Tutto qua, basta questo, per dire adesso BASTA!</p>
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		<title>PSC e RUE del Comune di Bomporto</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Nov 2010 11:05:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Per Bomporto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni si stanno portando a termine le presentazioni del nuovo strumento di pianificazione urbanistica che guidera&#8217; lo sviluppo del comune di Bomporto per i prossimi 15 anni. Progetto che, grazie alle competenze dell&#8217;architetto Carla Ferrari, ha saputo conquistare il premio nazionale per il Miglior Piano Regolatore delle Citta&#8217; del Vino. Premio dato da [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=borghisindaco.wordpress.com&amp;blog=7619341&amp;post=336&amp;subd=borghisindaco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
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<p style="text-align:justify;">In questi giorni si  stanno portando a termine le presentazioni del nuovo strumento di  pianificazione urbanistica che guidera&#8217; lo sviluppo del comune di  Bomporto per i prossimi 15 anni.</p>
<p style="text-align:justify;">Progetto che, grazie alle  competenze dell&#8217;architetto Carla Ferrari, ha saputo conquistare il  premio nazionale per il Miglior Piano Regolatore delle Citta&#8217; del Vino.</p>
<p style="text-align:justify;">Premio  dato da una giuria di architetti e urbanisti che operano a livello  nazionale e conoscono questi strumenti.</p>
<p style="text-align:justify;">Premio che e&#8217; stato dato a  Bomporto e non San Gimignano (comune riconosciuto come patrimonio  dell&#8217;umanita&#8217;) perche&#8217; il nostro piano ruota tutto attorno ai principi  delle buone norme della pianificazione urbanistica che sa mettere al  centro le proprie eccellenze per risaltarle e svilupparle.</p>
<p style="text-align:justify;">Sicuramente  una scelta politica, non di partito, ma politica nel senso piu&#8217; alto  del termine.</p>
<p style="text-align:justify;">Questo PSC ha la pretesa di scommettere su cio&#8217; che  di piu&#8217; importante ha per costruire su questo la ricchezza dei propri  cittadini nei prossimi anni.</p>
<p style="text-align:justify;">Abbiamo un&#8217;idea chiara di cio&#8217; che  vogliamo per il futuro di Bomporto e per le sue imprese agricole e non  solo, comprese quelle della meccanica e dei servizi.</p>
<p style="text-align:justify;">Questo piano  lavora sui principi scientifici della zonazione agricola e attraverso  questo indica quali le metodologie per utilizzare al meglio i terreni  per coltivare pere e uva Lambrusco.</p>
<p style="text-align:justify;">In questi giorni stanno  girando informazioni terroristiche nei confronti di questa  amministrazione, circa la distruzione del territorio e del centro del  capoluogo con aumento del traffico, malattie dovute all&#8217;inquinamento e  conseguente aumento di tumori e altri problemi di salute.</p>
<p style="text-align:justify;">Va bene  non concordare su un&#8217;idea ma spaventare la gente con notizie false lo  considero un modo scorretto di confronto. Esistono luoghi e momenti  deputati al confronto tanto che chi ha parlato e approfondito questi  temi con il sottoscritto non si e&#8217; sentito dire &#8220;e&#8217; cosi&#8217; e basta&#8221;, ma  si e&#8217; sentito dare una spiegazione del perche&#8217; e una disponibilita&#8217; a  valutare soluzioni nei punti maggiormente critici individuati dal  CORRIDOIO della nuova strada come quello fra la rotonda sulla Panaria  Bassa e la seconda rotonda in ingresso a Bomporto.</p>
<p style="text-align:justify;">Ho scritto  appositamente CORRIDOIO con le lettere maiuscole perche&#8217; di questo si  tratta, cioe&#8217; di uno spazio, di una ipotetica collocazione, cioe&#8217; quel  segno a tratti rossi sulle carte del PSC NON E&#8217; IL TRACCIATO DELLA  TANGENZIALE!</p>
<p style="text-align:justify;">Per questo occorrera&#8217; un progetto da affidare ad un  esperto che tenga conto della distanza fra strada e abitazioni, il  rumore, l&#8221;inquinamento etc.</p>
<p style="text-align:justify;">Non si esclude che proprio prima  dell&#8217;approvazione, in sede di controdeduzioni, l&#8217;amministrazione stessa  preveda una piccola variazione del CORRIDOIO proprio in corrispondenza  dell&#8217;ingresso a Bomporto verso l&#8217;argine del Panaro.</p>
<p style="text-align:justify;">Dire poi che  questo CORRIDOIO non e&#8217; stato condiviso con gli altri comuni dell&#8217;unione  ha ancora di piu&#8217; i risvolti di una barzelletta che qualcuno sta  raccontando ai cittadini. Anche chi dice questo sa benissimo che e&#8217; il  contrario perche&#8217; proprio da li&#8217; si e&#8217; partiti allargando queste  considerazioni alla Provincia e impiegando diversi mesi di analisi e  valutazioni frutto di simulazioni trasportistiche affidate dai quattro  comuni, Bastiglia Bomporto Nonantola e Ravarino, allo Studio Polinomia  di Milano.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;attenzione a questo PSC non arriva solo da architetti  ma da diversi sindaci e politici di diversa appartenenza che hanno  visto in questo piano un nuovo modo di concepire il territorio.</p>
<p style="text-align:justify;">Chi  dice che abbiamo dato piu&#8217; importanza ai vitigni, o ai pereti rispetto  alle persone, mi dispiace ma non ha capito nulla.</p>
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		<title>Fiera di San Martino &#8211; Edizione 2010</title>
		<link>http://borghisindaco.wordpress.com/2010/11/21/fiera-di-san-martino-edizione-2010/</link>
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		<pubDate>Sun, 21 Nov 2010 11:02:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Per Bomporto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Si sta concludendo l&#8217;edizione 2010 della Fiera di San Martino. A tutti coloro che hanno lavorato, dipendenti comunali e volontari, per la buona riuscita di questa manifestazione rivolgo il mio particolare ringraziamento e quello di tutta l&#8217;amministrazione comunale. Domani inizieranno le polemiche e le critiche, che vanno ascoltate, analizzate e gestite. Credo pero&#8217; di non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=borghisindaco.wordpress.com&amp;blog=7619341&amp;post=332&amp;subd=borghisindaco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Si sta concludendo l&#8217;edizione 2010 della Fiera di San Martino.</p>
<p style="text-align:justify;">A  tutti coloro che hanno lavorato, dipendenti comunali e volontari, per  la buona riuscita di questa manifestazione rivolgo il mio particolare  ringraziamento e quello di tutta l&#8217;amministrazione comunale.</p>
<p style="text-align:justify;">Domani  inizieranno le polemiche e le critiche, che vanno ascoltate, analizzate  e gestite.</p>
<p style="text-align:justify;">Credo pero&#8217; di non essere fuori strada nel dire che il  pubblico e&#8217; stato tanto e questa credo sia la migliore risposta.</p>
<p style="text-align:justify;">Ritornare  alle origini di questa fiera e&#8217; stata la chiave vincente rispetto alle  ultime due edizioni dove si erano sperimentate altre soluzioni non  riuscite.</p>
<p style="text-align:justify;">Sicuramente abbiamo ancora tanta strada da fare per  migliorare, ma credo che quella intrapresa sia giusta.</p>
<p style="text-align:justify;">Tante le  proposte culturali attraverso le mostre e la presentazione di libri,  tanti gli spettacoli di strada, le animazioni e i concerti. Abbiamo  riportato la gente e soprattutto le famiglie al sabato pomeriggio.</p>
<p style="text-align:justify;">Forte  il richiamo alle nostre tradizioni contadine.</p>
<p style="text-align:justify;">Grazie a tutti voi,  ai visitatori e a quelli che si sono adoperati per accoglierli nel  migliore dei modi.</p>
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